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Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci Secondo le statistiche dell'Organizzazione mondiale della sanità ogni anno oltre 12 milioni di persone muoiono a seguito di
attacchi cardiaci e ictus. Sembra incredibile ma mentre la
malattia cardiovascolare è diventata una delle epidemie maggiori che assilla l'umanità, questi stessi
attacchi cardiaci sono sconosciuti nel mondo animale.
Il paragrafo che segue tratto dal famoso manuale di medicina veterinaria, Veterinary Pathology dei professori H. A. Smith e T. C. Jones documenta quanto segue:
“Rimane il fatto, comunque, che nessuna delle specie domestiche, tranne qualche rarissima eccezione, sviluppa
malattie aterosclerotiche clinicamente significative. Sembra che negli animali operino meccanismi patologici più pertinenti e in loro la
malattia aterosclerotica non è che sia impossibile, semplicemente non si verifica. Se si potesse scoprire il motivo di questo fenomeno, si potrebbe far luce anche sulla malattia umana."
Queste importanti osservazioni furono pubblicate nel 1958 e oggi, quasi quattro decenni dopo, l'enigma della
malattia cardiovascolare umana è stato finalmente risolto. La soluzione al rompicapo della
malattia cardiovascolare umana è uno dei grandi progressi della medicina.
Ecco il motivo principale per cui gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci. Tranne poche eccezioni, gli animali producono autonomamente la
vitamina C nel loro organismo. Le quantità giornaliere di
vitamina C prodotte variano da 1000 mg a 20.000 mg, se paragonate al peso corporeo di un essere umano. La vitamina C è il «cemento» della parete arteriosa e quantità ottimali di vitamina C stabilizzano le arterie. Gli esseri umani, invece, non riescono a produrre autonomamente neanche una molecola di
vitamina C. I nostri antenati hanno perso questa capacità da molte generazioni quando è scomparso l'enzima necessario per convertire le molecole di zucchero (glucosio) in vitamina C. Questo cambiamento nel patrimonio molecolare (geni) dei nostri antenati non ha provocato un danno immediato in quanto, per migliaia di generazioni, essi si sono nutriti principalmente di vegetali, come cereali, frutta e altri alimenti che fornivano loro la quantità minima giornaliera di vitamine. Le abitudini nutrizionali e l'apporto vitaminico nell'alimentazione sono cambiati notevolmente durante questo secolo. Oggi la maggior parte delle persone non assume vitamine in quantità sufficiente attraverso l'alimentazione. Ancora peggio, il trattamento dei cibi, la lunga conservazione e la sovracottura distruggono quasi tutte le vitamine contenute in essi.
La sola differenza fondamentale fra il metabolismo degli esseri umani e
quello della maggior parte delle altre specie viventi
consiste sostanzialmente nella differente riserva
corporea di vitamina C. La riserva di vitamina C nelle
persone è in media 10-100 volte inferiore ai livelli di
vitamina C riscontrati negli animali.
Gentile Dr. Rath, sono un uomo di 57 anni e il 20 novembre del 1986 ho avuto un attacco cardiaco. Il mio cardiologo mi ha detto che avevo avuto un infarto miocardico di una piccola arteria della parte inferiore del cuore. Decise di non ricorrere né all'angioplastica né ad altri tipi di intervento. Le conseguenze furono una diminuzione dell'energia e del vigore, angina pectoris
... continua qui.
 Gli argomenti sono tratti dal quarto capitolo del libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci ... e gli uomini sì" del Dr. Matthias Rath, M.D. Per ricevere
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