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Una nuova sensazionale conferma della connessione tra vitamina C e cardiopatia La prova finale della correlazione tra
vitamina C e malattia cardiovascolare è stata pubblicata da un gruppo di ricercatori dell'Università della North Carolina di Chapel Hill nella rivista
Proceedings of the National Academy of Sciences all'inizio del 2000. Sei anni dopo che noi abbiamo ricevuto il nostro primo brevetto per la
prevenzione e la regressione naturale delle
cardiopatie, questi studiosi hanno confermato le nostre scoperte in modo convincente.
Hanno analizzato le arterie di topi normali e riscontrato che non sviluppavano disturbi
cardiovascolari. Questo dato non è stato considerato sorprendente in quanto i topi producono normalmente elevate quantità di
vitamina C e per questo motivo i topi non sono affetti da alcuna
malattia cardiovascolare. Successivamente hanno sperimentalmente tolto in alcuni topi un gene GLO (gulono-lactone-ossidasi). Questo gene è responsabile della conversione dello zucchero (glucosio) in
vitamina C nel fegato dei topi. In questo modo i topi mutati geneticamente non erano più in grado di produrre la
vitamina C all'interno dell'organismo. In questa sperimentazione hanno riprodotto esattamente la situazione caratteristica degli esseri umani che non hanno il gene corrispondente al GLO e per questo motivo sono incapaci di produrre vitamina C nel fegato.
Si chiedevano cosa sarebbe successo ai topi mutati geneticamente se oltre a non poter produrre autonomamente vitamina C ne avessero ricevuta troppo poca attraverso l'alimentazione. Le loro pareti arteriose avrebbero sviluppato lesioni e crepe? I livelli di
colesterolo sarebbero aumentati a causa dello sforzo necessario per rimediare alla debolezza delle pareti arteriose?
La risposta a queste domande è sì. La struttura dei tessuti connettivi (collagene e elastina) delle pareti arteriose dei topi carenti di vitamina C si indebolì. La sezione trasversale vista al microscopio assomiglia notevolmente ai risultati sulla cavia riportati nella pagina precedente. Inoltre i topi mutati geneticamente avevano livelli di
colesterolo significativamente elevati. Questo studio non solo ha confermato le scoperte del Dr. Rath in maniera sensazionale ma ha anche posto fine a qualsiasi dubbio sul fatto che il
colesterolo non sia la causa ma la conseguenza della
malattia cardiovascolare.
Questo studio nel quale è stato geneticamente modificato solo un fattore, la produzione della
vitamina C, ha confermato che:
• La carenza di vitamina C è la causa principale delle
cardiopatie!
• Il colesterolo alto non è la causa ma la conseguenza della
cardiopatia!
• L'abbassamento dei livelli di colesterolo non accompagnato dalla correzione della carenza vitaminica che ne è la causa!
Gentile Dr. Rath, a causa della mia attività imprenditoriale motto stressante, delle lunghe giornate di lavoro e di un'alimentazione irregolare e povera di vitamine, sono stato soggetto negli ultimi anni a diverse malattie, come disturbi al cuore, aritmia cardiaca e disturbi del metabolismo, aumento della pressione del sangue e del colesterolo. Queste malattie sono state trattate nell'arco di più di 10 anni con diversi farmaci, senza che fosse
... continua qui.
 Gli argomenti sono tratti dal secondo capitolo del libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci ... e gli uomini sì" del Dr. Matthias Rath, M.D. Per ricevere
gratuitamente il CD-ROM contenente la versione integrale del testo comprensiva di approfondimenti, schemi, grafici e campagne informative globali della Fondazione del Dr. Rath, contatta il
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