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La medicina cellulare per l'aterosclerosi
Una persona su due nel mondo industrializzato muore in conseguenza dei depositi aterosclerotici sulle arterie coronarie (causa di infarto e attacchi cardiaci)
oppure sulle arterie che portano sangue al cervello (causa di ictus).
La medicina convenzionale prescrive calcio-antagonisti, beta-bloccanti, nitrati e altri farmaci per alleviare il dolore dell'angina. Si interviene a livello chirurgico (angio-plastica,
intervento di bypass) per migliorare meccanicamente il flusso sanguigno.
Quasi nessuna medicina convenzionale agisce sul problema di fondo: l'instabilità della parete vascolare che scatena lo sviluppo dei depositi aterosclerotici.
La Medicina Cellulare del Dr Rath è la medicina alternativa che ci permette di comprendere in modo del tutto nuovo le cause di queste condizioni e di fare una efficace prevenzione per ictus
e prevenzione per attacchi cardiaci. La causa principale della cardiopatia coronarica e di altre forme di aterosclerosi è la carenza cronica di vitamine e di altri nutrienti essenziali in milioni
di cellule delle pareti vascolari, che provoca instabilità delle pareti vascolari, lesioni, crepe, depositi aterosclerotici e infine attacchi cardiaci oppure ictus.
Poiché la causa principale della malattia cardiovascolare è la carenza di nutrienti essenziali nelle pareti vascolari, l'assunzione giornaliera di queste sostanze contribuisce a prevenire l'aterosclerosi e stimolare la riparazione delle pareti.
La ricerca scientifica e gli studi clinici hanno già documentato il valore particolare di vitamina C, vitamina E, betacarotene, lisina, prolina ed altri nutrienti essenziali nella prevenzione di ictus, nella prevenzione
della malattia cardiovascolare in genere e nel miglioramento della salute dei pazienti già affetti da malattie cardiovascolari.
Il Dr. Rath raccomanda che, qualora si scegliesse liberamente di seguire le sue ricerche nell'ambito della medicina cellulare, va informato il proprio medico curante. Il suo programma cardiovascolare
naturale, che comprende una selezione di nutrienti essenziali, va adottato in concomitanza con la terapia abituale.
Qualsiasi variazione nel dosaggio dei farmaci può comportare gravi conseguenze per la cardiopatia coronarica e dovrebbe essere fatto solo sotto il controllo del proprio medico curante. Nel sito sono state pubblicate le
pagine che testimoniano i miglioramenti della salute di pazienti affetti da cardiopatia coronarica e da altre forme di malattia cardiovascolare che hanno tratto beneficio da questo programma.
Una nuova sensazionale conferma della connessione tra vitamina C e cardiopatia La prova finale della correlazione tra vitamina C e malattia cardiovascolare è stata pubblicata da un gruppo di ricercatori dell'Università della North Carolina di Chapel Hill nella rivista
Proceedings of the National Academy of Sciences all'inizio del 2000. Sei anni dopo che noi abbiamo ricevuto il nostra primo brevetto per la prevenzione e la regressione naturale delle cardiopatie, questi studiosi hanno confermato le nostre scoperte in modo convincente.
Hanno analizzato le arterie di topi normali e riscontrato che non sviluppavano aterosclerosi. Questo dato non è stato considerato sorprendente in quanto i topi producono normalmente elevate quantità di vitamina C e per questo motivo i topi non sono affetti da alcuna malattia cardiovascolare. Successivamente hanno sperimentalmente tolto in alcuni topi un gene GLO (gulono-lactone-ossidasi). Questo gene è responsabile della conversione dello zucchero (glucosio) in vitamina C nel fegato dei topi. In questo modo i topi mutati geneticamente non erano più in grado di produrre la vitamina C all'interno dell'organismo. In questa sperimentazione hanno riprodotto esattamente la situazione caratteristica degli esseri umani che non hanno il gene corrispondente al GLO e per questo motivo sono incapaci di produrre vitamina C nel fegato.
Si chiedevano cosa sarebbe successo ai topi mutati geneticamente se oltre a non poter produrre autonomamente vitamina C ne avessero ricevuta troppo poca attraverso l'alimentazione. Le loro pareti arteriose avrebbero sviluppato lesioni e crepe? I livelli di colesterolo sarebbero aumentati a causa dello sforzo necessario per rimediare alla debolezza delle pareti arteriose?
La risposta a queste domande è sì. La struttura dei tessuti connettivi (collagene e elastina) delle pareti arteriose dei topi carenti di vitamina C si indebolì. La sezione trasversale vista al microscopio assomiglia notevolmente ai risultati sulla cavia riportati nella pagina precedente. Inoltre i topi mutati geneticamente avevano livelli di colesterolo significativamente elevati. Questo studio non solo ha confermato le scoperte del Dr. Rath in maniera sensazionale ma ha anche posto fine a qualsiasi dubbio sul fatto che il colesterolo non sia la causa ma la conseguenza della malattia cardiovascolare.
Questo studio nel quale è stato geneticamente modificato solo un fattore, la produzione della vitamina C, ha confermato che:
• La carenza di vitamina C è la causa principale delle cardiopatie!
• Il colesterolo alto non è la causa ma la conseguenza della cardiopatia!
• L'abbassamento dei livelli di colesterolo non accompagnato dalla correzione della carenza vitaminica che ne è la causa!
Gentile Dr. Rath, a causa della mia attività imprenditoriale motto stressante, delle lunghe giornate di lavoro e di un'alimentazione irregolare e povera di vitamine, sono stato soggetto negli ultimi anni a diverse malattie, come disturbi al cuore, aritmia cardiaca e disturbi del metabolismo, aumento della pressione del sangue e del colesterolo. Queste malattie sono state trattate nell'arco di più di 10 anni con diversi farmaci, senza che fosse
... continua qui.
La regressione naturale della malattia cardiovascolare mediante la sinergia dei nutrienti essenziali
1. Stabilità della parete arteriosa grazie a una produzione ottimale di collagene. Le molecole di collagene nel nostro corpo sono proteine composte da aminoacidi. Le molecole di collagene sono diverse da altre proteine nel corpo in quanto fanno un uso particolare degli aminoacidi lisina e prolina. Sappiamo già che la vitamina C stimola la produzione di collagene nelle cellule della parete arteriosa. L'apporto ottimale di lisina, prolina e vitamina C è un fattore decisivo per la rigenerazione del tessuto connettivo delle pareti arteriose e di conseguenza per una guarigione naturale della malattia cardiovascolare.
2. Diminuzione della massa di cellule muscolari nella parete arteriosa. Con l'apporto ottimale di nutrienti essenziali, le cellule muscolari delle pareti arteriose producono quantità sufficienti di collagene funzionale, garantendo così la stabilita della parete. La carenza di vitamine comporta al contrario la produzione di molecole di collagene difettose e non funzionali da parte delle cellule del muscolo arterioso. Inoltre, tali cellule muscolari lisce si moltiplicano e formano in tal modo una massa aterosclerotica. La dottoressa Aleksandra Niedzwiecki e i suoi colleghi hanno studiato nei dettagli questo meccanismo. Hanno scoperto che la vitamina C, in particolare, può inibire la crescita del «tumore» aterosclerotico e nello stesso tempo altri studi hanno dimostrato che anche la vitamina E produce lo stesso effetto.
3. La protezione «Teflon» della parete arteriosa e la regressione dei depositi grassi sulle pareti arteriose. Le lipoproteine sono le molecole che trasportano il colesterolo e altre molecole di grasso nel sangue e si depositano sulle pareti arteriose. Per molti anni si era pensato che la molecola principale di trasporto responsabile dei depositi di grasso sulle pareti arteriose fosse il colesterolo LDL (lipoproteina a bassa densità oppure «colesterolo cattivo»). Oggi, invece, sappiamo che la molecola più pericolosa che trasporta il grasso è una variante di LDL, denominata lipoproteina (a). La lettera (a) sta ad indicare «adesivo» e caratterizza un'altra proteina adesiva che circonda le molecole di LDL. Attraverso questa proteina adesiva le molecole di lipoproteina (a) si accumulano all'interno delle pareti arteriose. Non è dunque il livello del colesterolo o del colesterolo LDL a determinare il rischio di malattia cardiovascolare, ma è la quantità di molecole di lipoproteina (a).
Il nostro scopo principale è quello di evitare i depositi di grasso sulla parete arteriosa e di neutralizzare l'adesività delle molecole di lipoproteina e impedire che si attacchino all'interno delle pareti arteriose. Obiettivo raggiungibile grazie al ricorso a delle sostanze «Teflon» per le pareti arteriose. La prima generazione di questi agenti «Teflon» è già stata identificata. Sono gli aminoacidi naturali lisina e prolina, che formano uno strato protettivo intorno alle molecole di lipoproteina (a), con un duplice effetto: impedire il deposito di ulteriori molecole di grasso sulla parete arteriosa e rilasciare le molecole di lipoproteina che si erano gia depositate all'interno delle pareti arteriose. Il distacco delle molecole di grasso dai depositi aterosclerotici fa regredire in modo naturale la malattia cardiovascolare. Ad una ad una le molecole si staccano dalle placche aterosclerotiche ed entrano nel flusso sanguigno per essere trasportate al fegato dove vengono bruciate. È importante capire che questo è un processo naturale e che non si verificano le complicazioni che frequentemente accompagnano sia l'angioplastica che altre procedure meccaniche.
4. Protezione antiossidante nel flusso sanguigno e nelle pareti arteriose. Un ulteriore meccanismo che accelera lo sviluppo dell'aterosclerosi, degli attacchi cardiaci e degli ictus, è l'ossidazione biologica.
I radicali liberi, le molecole aggressive che si trovano nel fumo delle sigarette, nei gas di scarico delle autovetture e nello smog, danneggiano le lipoproteine del flusso sanguigno e anche il tessuto delle pareti arteriose, aumentando così ulteriormente la dimensione delle placche aterosclerotiche. La vitamina C, la vitamina E, il betacarotene e altri nutrienti vitaminici essenziali sono alcuni degli antiossidanti naturali più potenti che proteggono il sistema cardiovascolare dai danni dell'ossidazione.
La regressione dei depositi di grasso sulla parete arteriosa è un processo comune in natura. Gli orsi e altri animali che vanno in letargo, per esempio, ne fanno un uso regolare. Durante il letargo invernale questi animali non si nutrono e di conseguenza non assumono vitamine attraverso l'alimentazione.
Inoltre, durante l'ibernazione la produzione di vitamina C nel loro corpo scende al minimo. Le molecole di grasso si depositano quindi sulle pareti arteriose insieme ad altri fattori presenti nel sangue con un conseguente ispessimento delle pareti.
In primavera, al risveglio dal letargo, si verifica un incredibile aumento della riserva di vitamina C apportata sia dall'alimentazione che dalla produzione corporea. In questo modo i depositi di grasso sulle pareti arteriose di questi animali regrediscono lentamente e le pareti arteriose recuperano la loro naturale stabilita e funzionalità.
La soluzione all'enigma della malattia cardiovascolare umana è un esempio chiaro e significativo di come l'osservazione attenta della natura ci possa aiutare a risolvere le malattie umane.
5. La rimozione del calcio dalle pareti arteriose.
I sistemi cellulari, che normalmente regolano la sintesi e il rinnovamento osseo, sono responsabili del deposito e dissolvimento del calcio nella parete arteriosa. La funzione di questi sistemi cellulari dipende da un'adeguata assunzione di vitamina D.
Le immagini rilevate dalla TAC ultraveloce dimostrano che
un'assunzione ottimale di questa vitamina può contribuire a decomporre i depositi di calcio nella parete arteriosa in modo naturale.
 Gli argomenti sono tratti dal secondo capitolo del libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci ... e gli uomini sì" del Dr. Matthias Rath, M.D. Per ricevere
gratuitamente il CD-ROM contenente la versione integrale del testo comprensiva di approfondimenti, schemi, grafici e campagne informative globali della Fondazione del Dr. Rath, contatta il
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