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  DIABETE



Il testo che segue è tratto dal settimo capitolo del libro "Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci ... e gli uomini sì" del Dr. Matthias Rath, M.D.
Per ricevere gratuitamente la versione integrale del testo comprensiva di approfondimenti, schemi, grafici e campagne informative globali della Fondazione del Dr. Rath, contatta il webmaster.

Il diabete e la medicina cellulare


In tutto il mondo, oltre 100 milioni di persone sono affetti da diabete. Il diabete è una malattia di origine genetica e si divide in due tipi: giovanile e senile. La causa del diabete giovanile è generalmente un difetto genetico che si manifesta con una produzione insufficiente di insulina e che necessita di terapia insulinica per poter controllare i livelli di zuccheri nel sangue. Ma la maggior parte delle persone diabetiche sviluppa la malattia in età adulta. Anche le forme di diabete senile hanno una base genetica, ma le cause che provocano l'insorgenza della malattia in qualsiasi fase dell'età adulta di questi individui sono sconosciute. Non c'e da sorprendersi, allora, se il diabete è un'altra malattia che si sta diffondendo su scala mondiale.
La medicina convenzionale tratta i sintomi del diabete senile abbassando i livelli elevati di zuccheri nel sangue. Eppure, disturbi cardiovascolari e altre complicazioni collegate al diabete si manifestano anche in quelle persone i cui livelli di zuccheri nel sangue sono sotto controllo. Perciò abbassare i livelli di zuccheri nel sangue è sì necessario ma non è sufficiente per trattare il diabete.
La medicina cellulare moderna ha fatto passi da gigante nella comprensione delle cause, nella prevenzione e nella terapia aggiuntiva del diabete senile. La causa principale dell'insorgenza del diabete senile è una carenza prolungata di determinate vitamine e altri nutrienti essenziali in milioni di cellule del pancreas (l'organo che produce l'insulina), nel fegato e nelle pareti dei vasi sanguigni così come di altri organi. Viceversa, un'assunzione ottimale di vitamine e degli altri micronutrienti naturali essenziali può prevenire l'insorgenza del diabete senile e aiutare a correggere il diabete esistente e le complicazioni che ne derivano.
Ricerche scientifiche e studi clinici hanno dimostrato l'importanza della vitamina C, della vitamina E, di determinate vitamine del gruppo B, del cromo e di altri nutrienti essenziali per favorire la normalizzazione del metabolismo diabetico e la prevenzione della malattia cardiovascolare.

Il Dr. Rath raccomanda che, qualora si scegliesse liberamente di seguire le sue ricerche nell'ambito della medicina cellulare, va informato il proprio medico curante. Il suo programma cardiovascolare naturale, che comprende una selezione di nutrienti essenziali,  va adottato con regolarità in aggiunta ai normali farmaci per il diabete. Dosi elevate di vitamina C, per esempio, possono risparmiare unità di insulina e dovreste sottoporvi a ulteriori controlli del glucosio nel sangue prima di iniziare il programma di nutrienti. Non si sospenda o modifichi la terapia abituale senza prima aver consultato il medico curante.
Nel sito sono state pubblicate le pagine che testimoniano i miglioramenti della salute di persone affette da diabete e da altre forme di malattia cardiovascolare che hanno tratto beneficio dalla sinergia dei nutrienti essenziali.

Gentile Dr. Rath,
ho cominciato a seguire il suo programma vitaminico tre mesi fa. Ho 29 anni e mi è stato di recente diagnosticato il diabete di tipo II. Da quando seguo regolarmente il suo programma, i miei livelli di glicemia sono fermi intorno a 100, persino sotto stress, condizione che prima li faceva salire.
Il suo programma vitaminico e gli 1-2 grammi aggiuntivi di vitamina C hanno alleviato i principali sintomi ... continua qui.


I benefici dei nutrienti cellulari essenziali specifici per persone affette da diabete

Il successo dei nutrienti cellulari essenziali per persone diabetiche si basa sull’eliminazione di una carenza di combustibile biologico in milioni di cellule presenti nel pancreas, nel fegato e nelle pareti vasali.
La scoperta della vera causa delle cardiopatie fatta dal dottor Matthias Rath più di 10 anni fa ha portato allo sviluppo di un programma naturale per la prevenzione e il controllo di queste malattie.
Esistono diversi nutrienti che lavorano in sinergia per migliorare le funzioni cellulari vitali per mantenere sano il sistema cardiovascolare:
Vitamina C: corregge gli squilibri cellulari dovuti ad un alto tasso di zuccheri nel sangue, contribuisce a ridurre il fabbisogno di insulina, riduce l'espulsione di glucosio nell'urina e, soprattutto, protegge le pareti arteriose.
Vitamina E: fornisce protezione antiossidante e protezione delle membrane cellulari.
Vitamine B1, B2, B3, B5, B6, B12 e biotina: trasportatori di bioenergia del metabolismo cellulare, migliore efficienza metabolica, in particolare delle cellule epatiche, le unita centrali del metabolismo corporeo.
Cromo: oligoelemento che funge da biocatalizzatore per un metabolismo ottimale di glucosio e insulina.
Inositolo e colina: componenti della lecitina e importanti elementi di ciascuna membrana cellulare, sono essenziali per il trasporto metabolico ottimale e l'approvvigionamento di ogni cellula con sostanze nutritive ed altre biomolecole.
Nota bene: l'obiettivo fondamentale è fornire una protezione ottimale alle pareti arteriose e non sostituire l'insulina. In molti casi, in particolare in persone con insulinopenia ereditaria (diabete giovanile), questo non è possibile.

Gentile Dr. Rath,
vorrei raccontarle la mia storia nella speranza di poter aiutare altre persone diabetiche che si trovano in condizioni simili. Spero ancora di più che queste informazioni risparmino ad altri diabetici di sperimentare la frustrazione e la debilitante sofferenza della neuropatia periferica da cui sono affetto. Soffro di diabete e di neuropatia diabetica da molti anni. Le dita dei piedi stavano diventando di color r ... continua qui.

La malattia cardiovascolare: complicazione principale del diabete

Il diabete è un disturbo metabolico particolarmente maligno e in qualsiasi punto della rete vasale lunga 96.000 chilometri possono verificarsi problemi circolatori e ostruzioni:
• cecità a causa di coaguli nelle arterie degli occhi
• insufficienza renale per occlusione dell'arteria renale, con necessità di dialisi
• cancrena per occlusione delle piccole arterie delle dita dei piedi.
• attacchi cardiaci per occlusione delle arterie coronarie
• ictus per occlusione delle arterie cerebrali

Gentile Dr. Rath,
sono un uomo caucasico di 55 anni e peso 70 chilogrammi. Conduco una vita molto sedentaria e trascorro gran parte del mio tempo seduto dietro una scrivania davanti ad un computer. Circa 20 anni fa mi fu diagnosticato un diabete di tipo II (diabete senile) e fui sottoposto a trattamento orale e a regime ... continua qui.

Come si sviluppa la malattia cardiovascolare diabetica

La chiave di lettura della malattia cardiovascolare nei diabetici è l'affinità della struttura molecolare della vitamina C e dello zucchero (glucosio). Questa analogia porta a una confusione metabolica con gravi conseguenze:
Le cellule delle pareti dei vasi sanguigni contengono minuscole pompe biologiche specializzate per assorbire molecole di zucchero e, contemporaneamente, di vitamina C dal flusso sanguigno e rilasciarle nelle pareti vasali. In un soggetto sano, queste pompe trasportano una quantità ottimale di molecole di zucchero e di vitamina C nelle pareti dei vasi sanguigni consentendo la normale funzione delle pareti e scongiurando il rischio di malattie cardiovascolari.
Nella persona diabetica, a causa dell'alta concentrazione di zuccheri nel sangue, le pompe per lo zucchero e la vitamina C sono sovraccaricate di molecole di zucchero e di conseguenza nelle pareti dei vasi sanguigni c’è una quantità eccessiva di zucchero e, allo stesso tempo, una carenza di vitamina C. La conseguenza di questi meccanismi è un ispessimento delle pareti di tutta la rete vasale che mette a rischio di infarto tutti gli organi.
La terapia determinante per scongiurare il rischio di complicazioni cardiovascolari nei diabetici consiste in un consumo ottimale di nutrienti cellulari specifici, in particolare di vitamina C, che contribuisce a ripristinare l'equilibrio nel metabolismo della vitamina C e dello zucchero all'interno delle cellule del pancreas, delle pareti dei vasi sanguigni e degli altri organi.
Questo processo viene chiaramente schematizzato a par.157 del libro.

Uno studio clinico dimostra che la vitamina C diminuisce i livelli di glicemia e il fabbisogno di insulina

È stato dimostrato che nelle persone diabetiche la vitamina C contribuisce non solo alla prevenzione delle complicazioni cardiovascolari ma aiuta anche a normalizzare lo squilibrio del metabolismo glicemico. Il Professor R. Pfleger e i suoi colleghi dell'Università di Vienna hanno pubblicato i risultati di un importante studio clinico che dimostra come persone affette da diabete che assumono da 300 a 500 mg di vitamina C al giorno riescono a migliorare significativamente l'equilibrio glicemico. I livelli degli zuccheri nel sangue possono essere ridotti mediamente del 30%, il fabbisogno quotidiano di insulina del 27% e l'escrezione degli zuccheri nelle urine può essere quasi eliminata.
È sorprendente che questo studio sia stato pubblicato nel 1937 in un'autorevole rivista europea di medicina interna. Se i suoi risultati fossero stati approfonditi e documentati nei testi di medicina, milioni di vite avrebbero potuto essere salvate e la malattia cardiovascolare non sarebbe oggi una minaccia per le persone diabetiche.

Gentile Dr. Rath,
sono una donna di 69 anni che lavora a tempo pieno con mansioni che richiedono attenzione ai particolari e ritmi molto serrati da gestire. All'inizio dello scorso anno, durante il mio solito controllo annuale, il mio medico mi comunicò che avevo sviluppato un'intolleranza al glucosio che avrebbe portato al diabete se non avessi preso subito dei provvedimenti... continua qui.

Uno studio clinico dimostra che maggiori quantità di vitamina C diminuiscono il fabbisogno di insulina

Le persone diabetiche possono ridurre notevolmente il loro fabbisogno giornaliero di insulina aumentando l'assunzione giornaliera di vitamina C. Questo è il risultato di uno studio clinico condotto presso la rinomata Università di Stanford in California. Il Dr. J.F. Dice, l'autore principale, era il paziente diabetico dello studio clinico in questione. All'inizio il Dr. Dice si iniettava 32 unità di insulina al giorno.
Nelle tre settimane dello studio, aumentò gradualmente l'assunzione giornaliera di vitamina C fino a che il 23° giorno raggiunse 11 grammi giornalieri.
La vitamina C fu divisa in piccole dosi e presa nell'arco della giornata per favorire il suo assorbimento da parte dell'organismo. Il 23° giorno il fabbisogno di insulina era sceso da 32 a 5 unita al giorno. Così, per ogni grammo di vitamina C aggiunto all'alimentazione il Dr. Dice riuscì a fare a meno di 2,5 unità di insulina.

Studi clinici dimostrano i vantaggi dei nutrienti cellulari essenziali nel diabete


Il programma di nutrienti cellulari è stato sperimentato in uno studio clinico pilota su 10 persone affette da diabete senile (diabete di tipo II). Prima dello studio e dopo due, quattro e sei mesi sono stati effettuati esami del sangue per misurare gli effetti dei nutrienti cellulari essenziali sui livelli di zuccheri nel sangue (glucosio) e sull'indicatore di diabete a lungo termine, l'Hb-A1 (emoglobina glicosilata).
Dopo sei mesi di trattamento con i nutrienti cellulari essenziali specifici per le persone diabetiche, i livelli glicemici nel sangue erano diminuiti da una media di 155 mg/dl all'inizio dello studio a una media di 120 mg/dl al termine dello studio, per un totale del 23%. Questo risultato era stato raggiunto con un approccio naturale basato sull'uso di sostanze nutritive essenziali per correggere gli squilibri che si vengono a creare in milioni di cellule del corpo.
Anche l'indicatore di diabete a lungo termine nel sangue dele persone che ne sono affette risultava ridotto. Dopo sei mesi di trattamento con i nutrienti cellulari, i valori di Hb-A1 nel sangue delle persone diabetiche erano diminuiti mediamente del 9,3%.
Ulteriori studi indipendenti in cui sono stati sperimentati i singoli nutrienti cellulari sono sintetizzati a pag. 166 e 167 del libro del Dr. Rath.

 



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