Medicina Cellulare

La medicina cellulare del Dr. Rath è un rimedio alternativo ai problemi legati all’ipertensione, come tutte la medicine alternative non curano solo i sintomi ma intervengono sulle cause del problema. La medicina cellulare di cui si parla nel libro scritto dal Dr. Rath ha scoperto che alcuni disturbi legati all’ipertensione e cardiovascolari sono provocati da un malfunzionamento delle cellule che compongono il nostro corpo. Attraverso un intervento che non vuole sostituire le cure tradizionali ma integrarsi con esse, è possibile intervenire alla base del problema, sono state inoltre raccolte molte testimonianze sulla validità della medicina cellulare proposta dal Dr. Rath.

medicina cellulare libroMaggiori informazioni in proposito sono reperibili nel decimo capitolo del libro Perché gli animali non sono soggetti ad attacchi cardiaci … e gli uomini sì del Dr. Matthias Rath, M.D. Clicca qui per scaricare gratuitamente la versione integrale del testo comprensiva di approfondimenti, schemi, grafici e campagne informative globali della Fondazione del Dr. Rath.

Un lettore curioso si chiederà perché la medicina cellulare non ha trovato un’ampia diffusione e rimpiego che le spetta di diritto nella pratica medica. Per rispondere a questa domanda volgiamo lo sguardo agli inizi di questa storia.

Sono trascorsi ormai circa 30 anni da quando Linus Pauling, due volte insignito del premio Nobel, pubblicò le Sue teorie pionieristiche sull’azione preventiva della vitamina C. I principi teorici del Dr. Pauling sono stati ulteriormente sviluppati dal suo fedele collaboratore, il Dr. Matthias Rath, che li ha trasformati nei fondamenti della medicina cellulare.

Le critiche inizialmente mosse da alcuni ricercatori al lavoro di questo antesignano delle terapie naturali sono state confutate negli anni successivi. L’indagine condotta nel 2005 dal NIH (National Institutes of Health, Istituto Nazionale della Salute), il più importante istituto scientifico degli USA, ha riscontrato un grande eco in tutto il mondo.

I ricercatori del NIH stabilirono che la vitamina C, somministrata in dosi elevati, distrugge in modo mirato le cellule tumorali. Nello stesso mese in cui fu pubblicato lo studio fondamentale sulla vitamina C del NIH fu intrapreso un altro progetto di ricerca sul cancro che risvegliò l’attenzione della stampa internazionale. Gli scienziati dell’università del Wisconsin negli USA dimostrarono che la crescita del tumore alla prostata può essere inibita attraverso l’assunzione di polifenoli estratti dalla melagrana.

Nel settembre 2007, quindi soltanto poco tempo fa, uno studio condotto dalla rinomata università “John Hopkins” ha suscitato un grande scalpore. Anche in questo caso, si è giunti alla conclusione che la vitamina C inibisce la crescita delle cellule tumorali. Questi risultati indicano una svolta decisiva nell’orientamento della ricerca medica.

I risultati qui citati confermano gli studi condotti da anni dal Dr. Rath e dal team di ricercatori del suo istituto in California. In questo istituto le conoscenze sull’efficacia di singole vitamine sono state ulteriormente sviluppate nei fondamenti scientifici della sinergia, dimostrando l’efficacia dell’azione sinergica di diversi nutrienti nella lotta alle principali e più comuni malattie. Soprattutto nella lotta biologica contro il cancro si è dimostrato che la combinazione di vitamine con altri nutrienti dà dei risultati positivi maggiori, grazie all’azione reciproca dei singoli elementi (sinergia).

La vitamina C, per esempio, in combinazione con gli aminoacidi lisina e prolina, L’EGCG (estratto dal te verde), l’N-acetilcisteina e altre sostanze, può inibire la crescita delle cellule tumorali, impedire la metastatizzazione, ridurre l’apporto di sangue, quindi di nutrimento, alle cellule tumorali, e le distrugge in maniera mirata. Intanto persino i professori, che per anni hanno prescritto chemioterapici ai propri pazienti, assumono pubblicamente una posizione differente, perché hanno sperimentato l’efficacia fondamentale dei nutrienti, per es., dei polifenoli del te verde.

L’ex direttore del policlinico di Heidelberg, il Professor Werner Hunstein è riuscito a sconfiggere con il te verde la propria leucemia con complicanza di amiloidosi. Anche gli ex sostenitori delle terapie chemioterapiche antitumorali caldeggiano pubblicamente l’utilizzo dei nutrienti. Il nostro appello è questo dunque: comunichi alle persone che le sono vicine queste conoscenze e i risultati di questi ricercatori leader del settore per il trattamento naturale del cancro e di altre malattie comuni. Partecipi alla costruzione di una sanità migliore e si informi sulle possibilità e opportunità di diventare membro dell’Alleanza per la Salute.

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