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  FATTORI DI RISCHIO ESTERNI

Testimonianze

Il testo che segue è tratto dall'opuscolo "Esperienze positive con la medicina cellulare"del Dr. Matthias Rath, M.D. e contiene alcune lettere inviate da persone che seguono le raccomandazioni del Dr. Rath.
Per ricevere gratuitamente la versione integrale dei testi comprensivi di approfondimenti, schemi, grafici e campagne informative globali della Fondazione del Dr. Rath, contatta il webmaster.
Condividete queste importanti informazioni con amici e colleghi per aiutarli a migliorare il loro stato di salute in modo naturale.

Gentile Dr. Rath,
mio padre, che ha 84 anni, e affetto dal morbo di Alzheimer. Circa due mesi fa le persone che lo accudi-vano hanno partecipato a un seminario sull'Alzheimer presso una clinica durante il quale è stato riferito che ad alcuni pazienti era stata prescritta un'assunzione di vitamine che aveva portato alcuni di loro ad un miglioramento della memoria. Abbiamo confrontato gli ingredienti e abbiamo deciso che il suo program-ma vitaminico cardiovascolare offriva molto di più rispetto a quello della clinica.
Mio padre segue questo programma da due mesi e non riusciamo a capacitarci del miglioramento. La sua memoria a breve termine sta migliorando e riusciamo di nuovo a tenere una conversazione con lui. Sta persino mostrando di nuovo delle capacita di risolvere problemi.
So che tali sviluppi non sono misurabili da un «punto di vista puramente scientifico» ma per noi è una benedizione poter vedere dei miglioramenti piuttosto che solo il peggioramento di questa terribile malat-tia. A nome di mio padre e della mia famiglia la ringrazio per il suo programma di salute cardiovascolare. Distinti saluti,
D.C.



Il testo che segue, invece, mostra in che modo i nutrienti vitaminici aiutano le persone affette da lupus eritematoso.

Gentile Dr. Rath,
sono rimasto molto colpito dalla sua ricerca e sono particolarmente interessato alla sua teoria secondo la quale molte malattie degenera¬tive sono collegate a carenze nutrizionali a lungo termine poiché mia sorella si è ammalata di lupus eritematoso. Le è stato diagnosti¬cate nel 1973 e da quel momento è stata ricoverata in ospedale più di quanto riesca a ricordare e ha sofferto di flebiti (infiammazioni delle vene), fuoco di Sant'Antonio, colite ulcerosa (infiammazione dell'intestino) e la sua vista è andata via via deteriorandosi.
Mia sorella ha 44 anni, è sposata e madre di 3 bambini. Nel 1989 un normale pap-test rivelò una grave infiammazione e la presenza di tessuto precanceroso. I suoi medici cercarono di trattare questa condizio-ne prima con farmaci e poi con il laser. In qualche modo il numero delle cellule si ridusse, ma il problema non fu risolto. Un successivo pap-test rivelò che il numero di cellule stava aumentando e fu eseguita un'isterectomia totale. Anche dopo l'isterectomia mia sorella presentava una grave infiammazione e un alto numero di cellule precancerose.
Neppure gli altri trattamenti sono risultati efficaci. Fondamentalmente i suoi medici non sapevano più cosa fare.
Nel novembre 1994, mia sorella cominciò a seguire il suo pro¬gramma vitaminico insieme a una bevanda di fibre. Nonostante fosse alquanto scettica, pensò che non aveva nulla da perdere. Nel luglio 1995 (8 mesi dopo il suo programma) si sottopose a un altro pap-test. Che gioia incredibile deve aver provato quando il suo medico le disse che i risultati del pap-test erano perfettamente normali e non presentavano infiammazione né cellule cancerose. La dottoressa le chiese cosa avesse cambiato nelle sue abitudini e lei le parlo del programma vitaminico. II medico rispose che non lo capiva ma che non poteva comunque metterlo in discussione.
Ci fu anche un altro beneficio. Nel luglio 1995 fu visitata dall'oculista che per prima cosa le chiese: «Co-sa ha fatto di diverso dal suo ultimo controllo?». Disse infatti che i suoi occhi erano «più sani» di quanto li avesse mai visti nel corso del suo trattamento che durava da due anni e mezzo.
Inoltre mia sorella riesce ora a limitare il prednisone (farmaco antinfiammatorio) al dosaggio più basso degli ultimi 22 anni.
Grazie per la sua ricerca e i suoi sforzi nel diffondere la notizia della sua scoperta.
In fede,
S.S.



 



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